I disabili palermitani contro i furbetti del vaccino: “Così ci uccidono, pronti a costituirci parte civile”

Protesta del movimento “I Love Palermo” contro “la mala gestione dell’emergenza”. Denunciate nuove violazioni alle direttive sulla pandemia. Il leader Montera: “Chi ha sbagliato vada via”. Crescono le adesioni alla mobilitazione contro disservizi e carenze nel capoluogo

PALERMO. “I furbetti del vaccino anti Covid mettono a rischio la vita dei più fragili”. Così il movimento civico “I Love Palermo” annuncia una nuova battaglia: stavolta contro l’ennesima vicenda di malasanità di chi ha messo prima la cerchia delle conoscenze e all’ultimo posto malati e disabili. “Bisogna garantire il vaccino presto a chi ha particolari patologie” afferma Gabriele Montera, fondatore e leader del movimento che poi sottolinea la “cattiva gestione della pandemia con assistenza sanitaria carente, ritardi e disservizi per i positivi e per tutti gli altri pazienti rimasti troppo spesso senza adeguata attenzione”. E Montera annuncia di essere pronto a costituirsi parte civile attraverso “Una lotta x la vita” in eventuali processi contro i “furbetti del vaccino”. Montera evidenzia poi il “costante comportamento incosciente di troppa gente che non rispetta le norme anti Covid e minaccia la salute dei più fragili con assembranti e mancato uso delle mascherine”. E segnala a gran voce la mancanza di controlli contro gli assembramenti troppo frequenti. Montera chiede le dimissioni dei responsabili di quella che definisce una “pessima gestione dell’emergenza”. Sollecita poi immediati aiuti alle categorie più danneggiate dalle chiusure imposte per la pandemia. “I dati dell’emergenza sono spaventosi – afferma Montera – e i rimedi impercettibili anche a causa della burocrazia”. Il leader del movimento poi aggiunge: “Senza lavoro si toglie dignità al popolo. I contentini dell’ultimo minuto, spacciati per ristori, si stanno dimostrando inefficaci e mal strutturati”. Montera punta l’attenzione sulla carenza di vaccini causata da “troppi errori che dimostrano superficialità e incompetenza. Il diritto alla salute dei singoli – aggiunge Montera – viene compromesso da prestazioni sanitarie carenti, reparti chiusi e soccorsi inadeguati. Manca personale e a pagare sono sempre i deboli. La mala politica ci sta uccidendo”. Qualche mese fa nasceva “ I Love Palermo “ che come spiegato sul sito www.ilovepalermo.org è un contenitore “moderato composto da uomini e donne di buona volontà impegnati nel sociale per ridare una nuova alba alla città”. Vuole essere la “voce di un popolo stanco che ha deciso di scendere in campo ed essere protagonista attivo del proprio futuro”.

Auspica cambiamento, rinascita e riscatto con una intensa attività che non si è fermata neanche davanti al Covid: “Ma oggi – dice Montera – non siamo più soli. Abbiamo parlato alle coscienze dei palermitani e abbiamo già intercettato chi parla la stessa lingua e ha la stessa visione del dopo Leoluca Orlando”. L’idea, da subito ben chiara, dell’uomo di punta di “I love Palermo”, annuncia lo stesso Montera, ha raccolto l’ok di “Palermo merita di più” di Eusebio Dalì, che alle scorse amministrative nel capoluogo si attestò su novemila preferenze, e poi quello di Franco Calderone, referente per la Sicilia di “Equità Territoriale” legata al giornalista Pino Aprile. Calderone è stato anche condottiero del popolo dei forconi nel 2012. E ancora “Forza Palermo” guidata dall’architetto Giuseppe Catalano la cui lista alle scorse amministrative raggiunse ottomila voti. A tal proposito Montera ci tiene a far sapere che I love Palermo “guarda al futuro della città rimanendo al centro del panorama civico ed è pronto a lavorare insieme ad altre forze che vogliono davvero bene a Palermo”. E su questo il curriculum di impegno sociale, civico e istituzionale di Montera tra Calabria e Sicilia, dal 1995 ad oggi, la dice lunga. “E’ tempo di scelte e noi abbiamo scelto, ma vogliamo crescere e fare sempre più squadra scegliendo il fare all’apparire” afferma Montera che conclude dicendo: “Prima gli ultimi, i palermitani, i deboli, i bisognosi e i diversamente abili. Se chi ci governa non è in grado di offrire certezze e garanzia, allora vada a casa e ceda il passo”.

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